Delos

la sacra isola dell’Egeo


MOTIVO PER ANDARE

A Delos è dove la luce è nata.


LA STORIA

Si tratta di un patrimonio mondiale dell’UNESCO. È un’arca di storia, galleggiante pigramente sulle acque del Mar Egeo, a poche miglia di distanza dalla cosmopolita Mykonos. È la possibilità di camminare rivivendo la gloria della civiltà greca. È il sacerdote delle Cicladi, il luogo di nascita degli immortali. È Delos.

Nei tempi antichi, il mito del dio Apollo, dio della luce, e la dea Artemide essendo nati lì, hanno reso l’isola sacra: a nessun mortale sarebbe mai stato permesso di nascere sul suo territorio, e in una culla di dèi come l’isola è stata, nemmeno ai non mortali sarebbe mai stato permesso di morire su di essa. Quindi, apparte essere un centro religioso ed economico cospicuo, l’isola è stata anche esclusiva in questo: le donne sull’orlo del parto e persone vicine a morire sarebbero state trasportate alla vicina isola di Rineia. Tutto il mondo conosciuto di quel tempo era a conoscenza della sacralità dell’isola e della sua unicità.

Al giorno d’oggi, Delos si riserva la sua unicità nel mondo conosciuto: in nessun altro luogo del globo c’è un naturale sito archeologico insulare di queste dimensioni e importanza. Nessun altra isola sulla Terra ospita tante antichità monumentali dalla arcaica, la classica, al periodo ellenistico, cioè i secoli di grande arte greca, su un territorio utilizzato esclusivamente come un sito archeologico. Delos non è un museo; Delos non è lì per raccontare una storia. Delos è la storia stessa. I visitatori provenienti dalle isole vicine non sono lì su un viaggio d’istruzione; essi hanno invece intrapreso una esperienza di vita. E, come per magia, la sacralità dell’isola vive: le moltitudini di persone, che affollano, condividono l’unicità dell’isola. L’esperienza archeologica è l’unica e sola attività dell’isola. Il suo incantevole paesaggio è la patria di nessuno. La storia si ripete dunque per sé: in un luogo di tale importanza, nessuna persona è mai nata o muore.

Un museo a cielo aperto, strade lastricate, statue, piccoli templi, i leoni e l’agorà; e pensi che questa un tempo era l’isola sacra dei Greci, il forziere dei tesori delle Polis. Non hai bisogno di leggere le didascalie di ogni monumento perchè, a mio parere, la bellezza non ha bisogno di parola e tu la comprendi. E non fai altro che girare senza sosta, quasi a voler ubriacarti di tanta, semplice e magnifica bellezza che ti riempie gli occhi. Dopo due ore, alcuni custodi ti invitano gentilmente a imbarcarti. La tua visita finisce, ma quello che ti si è impresso nel cuore e negli occhi lo terrai sempre con te. (da Trip Advisor)


L’isola Sacra di Delos

L’isola di Delos emerge nella storia greca degli inizi del 10 ° secolo aC, come un importante centro religioso del mondo ionico, a partire dalla nascita mitologica di Apollo e Artemide, ed è poi diventata un posto religioso per le isole dell’Egeo. Alla fine del 6 ° secolo aC gli Ateniesi tendono a dominare l’isola sacra.

Nel 540 aC già, Pisistrato decide il primo gioco, mentre il secondo, nel 426 aC, porta le ossa di tutti i morti Delos alla vicina isola di Rhenia e più a lungo vieta nascite e morti sull’isola di Apollo in modo da non profanare il santuario. Con l’avvento della Macedonia nel 315 aC, l’isola ha raggiunto la sua indipendenza e sviluppo commercialmente. l’installazione dei Romani poi, provoca la massiccia affluenza di egiziani, siriani e italiani e l’ulteriore sviluppo dell ‘isola a 88 aC, in cui durante le guerre mitridatiche, affronta due attacchi terribili e comincia a declinare fino al definitivo abbandono il 6° secolo dC.

Dopo secoli di fermo la Scuola Archeologica Francese ha iniziato gli scavi presso il sito archeologico nel 1873 e Delos rinasce di nuovo dall’oscurità, rivelando la sua ricca storia in tutto il mondo. Il Museo Archeologico di Delos è oggi uno dei più importanti in Grecia, con rare esposizioni quali sculture, vasi, iscrizioni, magnifici mosaici ecc. Delos e Rhenia sono sotto la tutela del Ministero della Cultura e l’attracco delle barche è proibito e di notte le persone non possono fermarsi senza un permesso speciale.


Mitologia

Secondo la mitologia greca era inizialmente un’isola galleggiante dove si rifugiò Latona per partorire i figli gemelli di Zeus lontano dall’ira di Era. È pertanto considerata il luogo di nascita del dio Apollo e della dea Artemide, figli di Latona. Asteria, figlia della titanide Febe e del titano Ceo, fu la sposa del titano Perse, e gli diede una figlia che chiamarono Ecate. Per sfuggire all’amore fedifrago di Zeus, Asteria si trasformò in una quaglia, ma la fuga precipitosa la fece precipitare nel mar Egeo, come un astro (appunto Asteria). Zeus ne fu addolorato e trasformò Asteria in un’isola, che si chiama anche Ortigia, ovvero “isola delle quaglie”. Su quest’isola Latona (sorella di Asteria) trovò asilo e vi partorì Apollo e Artemide. E siccome per la nascita di Apollo, dio del Sole, l’isola fu tutta circonfusa di luce, fu, da allora, chiamata Delo, dal verbo greco deloo che significa “mostrare”, poiché era ormai visibile.


I monumenti di Delos

Dal 1872 la Scuola archeologica francese iniziò nell’isola scavi sistematici che ancora oggi continuano. L’isola può definirsi un’immensa area archeologica, a cominciare dalla parte occidentale, dove nell’antichità si trovava il porto sacro. Risale all’VIII secolo uno degli esempi più antichi di moli di protezione, rappresentato da una poderosa struttura in blocchi di granito locale che si estende per circa 100 m. Nella parte nord-occidentale si trovano i Propilei e l’Agorà dei Compitaliasti o Ermesiasti che fu fondata nel II secolo a.C. e veniva usata dai commercianti romani e dai liberti i quali vi si radunavano e onoravano i Lares compitales, cioè le divinità dei crocicchi; subito dopo, la Via Sacra con le basi degli ex voto. Ad Ovest c’era la grande Stoà di Filippo, costruita intorno al 210 a.C. Nella parte opposta c’è il cosiddetto Portico Sud (III secolo a.C.) e l’Agorà Sud o Agorà dei Delii. Il santuario di Apollo si trovava a Nord-Est della Stoà di Filippo insieme a tre templi dedicati al dio, il terzo dei quali, di cui si conservano le fondazioni, è noto come “Tempio degli Ateniesi”. Nelle vicinanze, un po’ prima del tempio di Apollo, si trova la Casa dei Nassi (metà del VI secolo a.C.), a nord l’altare Keraton e a Nord-Est di esso il tempio di Artemide (II secolo a.C.), costruito sui ruderi di un tempio precedente. Nella parte Nord del tempio si trovano i cosiddetti “Tesori” e ad Est di essi il Prytaneion (metà del V secolo a.C.) e ad Ovest il monumento del toro (IV-III secolo a.C.). A Sud-Est del monumento, l’altare di Zeus Salvatore protettore dei marinai e a Nord il tempio di Dionisio (inizi III sec.) ed il portico che si dice sia stato fondato da Antigono Gonata alla fine del III secolo a.C. Nella parte Ovest c’erano varie edifici l”Ekklesiasterion”, luogo di riunione della Bulè e del Demos dei Delii ed il “Tesmoforion”, costruzione del V secolo, collegato al culto di Demetra. Nella parte Nord del santuario, nel quartiere del lago si trovava L’Agorà di Teofrasto, il santuario dei dodici dei dell’Olimpo, il tempio di Latona e l’Agorà degli italiani. Dal tempio di Latona, a Nord del Lago Sacro, una strada portava alla famosa Via dei Leoni, ex voto degli abitanti dell’ isola di Nasso del VII secolo a.C., consistente in 9 leoni di marmo dei quali se ne conservano solo cinque. Un sesto si trova all’ingresso della Grande Porta dell’Arsenale di Venezia, depredato dall’Isola di Delo dall’Ammiraglio Francesco Morosini nel 1687. Un po’ più in basso si trovava il lago sacro dove, nell’antichità, nuotavano i cigni di Apollo, coperto con terra nel 1926 dopo un’epidemia di malaria. A Nord-Ovest della Via dei Leoni si trovava la sede dei Poseidoniasti di Beirut, centro di commercianti che adoravano Poseidone, due palestre, il santuario dell’Archegeta, il Ginnasio e lo Stadio. Il quartiere più abitato era quello del Teatro. Molte sono le abitazioni di età ellenistica e romana ornate con mosaici i pavimenti musivi: Casa dei Delfini, Casa delle Maschere, Casa del Tridente, Casa di Dionisio. Da questo punto si può arrivare al museo che custodisce reperti degli scavi dell’isola. A Nord-Ovest della Casa delle Maschere si conservano le vestigia del Teatro che aveva una capienza di 5.500 posti, costruzione del II secolo a.C. Troviamo inoltre nel Monte Cinto (Kynthos) resti del santuario di Zeus del Cinto e quello di Atena del Cinto.